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Pellegrinaggio dell'Ordine Costantiniano a San Galgano (CdSG 2/09)

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L’omaggio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio a San Galgano

SMOCSG1Domenica 24 maggio la delegazione della Toscana del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha reso omaggio al nostro glorioso concittadino e celeste patrono San Galgano, recandosi in pellegrinaggio all’eremo di Montesiepi. Il pellegrinaggio è stato guidato dal delegato dell’Ordine Costantiniano per la Toscana, Cavaliere di Giustizia Nobile don Ettore d’Alessandro dei Duchi di Pescolanciano.

 

È questa la seconda volta che i Cavalieri e le Dame dell’ordine Costantiniano rendono omaggio al nostro Santo: lo scorso anno, infatti, si tenne un analogo pellegrinaggio, cui seguì la presentazione del libro “La spada e la roccia. San Galgano, la storia, le leggende”, scritto dal nostro Prio-re Generale e dal Dott. Mario Arturo Iannaccone.

 

Quest’anno i Cavalieri toscani si sono dati appuntamento al mattino nell’antica ex chiesa abbaziale, dove il Cappellano della Delegazione, don Rodolfo Rossi, del clero di Lucca, ha inaugurato la giornata con un momento di preghiera e di riflessione, incentrato sul passo della lettera di San Paolo agli Efesini nel quale l’Apostolo delle Genti descrive la militanza cristiana con i simboli della cavalleria.

 

Al termine del rito sono stati benedetti due nuovi cavalieri, il Signor Nicola Marianetti, di Lucca e soprattutto – e di ciò tutti ne siamo legittimamente orgogliosi – il Signor Alessio Tommasi Baldi, ovvero il nostro Cancelliere!

 

Successivamente i Cavalieri, preceduti dal vessillo della Delegazione, si sono recati processionalmente all’eremo di Montesiepi ove hanno partecipato alla Santa Messa parrocchiale, concelebrata dal Rev. don Vito Nicola Albergo, Prevosto di Chiusdino e Correttore della nostra Compagnia, e da don Rodolfo Rossi.

 

Nel pomeriggio, nella nuovissima sala delle conferenze della ex scuola media di Chiusdino, i Cavalieri hanno assistito ad una conferenza tenuta dal Cav. Prof. Luigi Borgia su “Ferdinando II di Borbone, Re delle Due Sicilie, Gran Maestro dell’ Ordine Costantiniano, a centocinquant’anni dalla morte”, che ha dottamente ricostruito, pur nella necessaria brevità imposta dalla circostanza, i quasi trent’anni di governo di un sovrano che si caratterizzò certamente per la tenace volontà di conservare l’indipendenza dei propri stati, e quindi per la resistenza ai moti di unificazione dell’Italia, ma anche per un grande sforzo di modernizzazione del proprio Paese, che fecero del Regno delle Due Sicilie, uno degli stati economicamente più potenti e più all’avanguardia nell’Europa dell’epoca.SMOCSG2

 

La nostra Inclita ed Insigne Confraternita ha omaggiato tutti i partecipanti di una riproduzione anastatica tirata su carta pergamenata, di un’incisione di Filippo Succhielli, del 1649, raffigurante San Galgano in preghiera.

 

Con l’ammissione del nostro Cancelliere, salgono a quattro i Confratelli della Compagnia di San Galgano che sono anche Cavalieri costantiniani: all’Ordine Costantiniano appartengono, infatti, anche lo stesso nostro Priore Generale, Prof. Andrea Conti, ed i Confratelli Prof. Filippo Carlo Coralli, di Prato, ed Avv. Dario de Letteriis, di San Severo, in provincia di Foggia.

 

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è uno fra i più prestigiosi ordini cavallereschi del mondo, si ritiene, infatti, che sia stato fondato dallo stesso Imperatore Costantino il Grande all’indomani della celebre vittoria di Saxa Rubra, nel 312, quasi diciassette secoli fa, ciò ne farebbe la milizia cavalleresca più antica del mondo.

 

Nel 1190 l’Imperatore Romano d’Oriente Isacco II Flavio Angelo Comneno, discendente dalla stirpe di Costantino il Grande, lo rinnovò secondo i canoni degli ordini cavallereschi dell’epoca. Di padre in figlio, i Principi Flavio Angelo Comneno continuarono a creare Cavalieri dell’Ordine anche dopo la perdita del trono nel 1204 e la caduta dell’Impero Romano d’Oriente, avvenuta nel 1453. Nel 1697 Don Giovanni Andrea Flavio Angelo Comneno, Principe di Macedonia, Duca di Drivasto e Durazzo, ultimo della sua famiglia e senza discendenti né diretti né collaterali, cedette il Gran Magistero al Duca di Parma e Piacenza, Francesco Farnese; l’atto fu confermato sia dell’Imperatore Leopoldo I che dal Papa Innocenzo XII.

 

Poichè l’Ordine non è “statuale-territoriale” ma “familiare”, con l’estinzione della linea maschile dei Farnese, il Gran Magistero passò ai loro parenti più prossimi, i Borbone: Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V, Re di Spagna, futuro Re di Napoli e di Sicilia, ricevette il Gran Magistero nel 1731; da costui discende in linea diretta l’attuale Gran Maestro, Sua Altezza Reale il Principe Don Carlo di Borbone-Due Sicilie e Borbone-Parma, Duca di Calabria, Infante di Spagna e cugino primo del Re Juan Carlos di Spagna (Il padre del Principe e la madre del Re erano fratello e sorella).

 

L’Ordine Costantiniano, con l’approvazione pontificia e le numerose conferme di essa, acquisì i caratteri di un “Ordine cavalleresco religioso”: i Cavalieri cioè potevano pronunciare una “professione religiosa” nell’Ordine emettendo dei voti approvati dalla Chiesa, quali il voto di obbedienza, il voto di osservare i precetti della Chiesa Cattolica, il voto di difesa delle vedove, dei pupilli, delle persone miserabili, il voto di castità coniugale, il voto di umiltà, il voto di carità. Questa caratteristica fece ritenere l’Ordine Costantiniano un ordine religioso in senso lato ovvero non rigorosamente religioso, poiché gli ordini religiosi richiedevano, e richiedono, la professione dei tre consigli evangelici di castità, povertà, obbedienza.

 

Fino alla prima metà del secolo XX l’Ordine Costantiniano annoverava ancora Cavalieri professi che emettevano i voti sopra descritti, e in realtà la possibilità per il Cavaliere di emettere la propria professione nell’Ordine Costantiniano è ancor oggi garantita da provvedimenti pontifici mai revocati né contrastanti con altri successivi.

 

A tutt’oggi esso possiede i caratteri delle “persone giuridiche ecclesiastiche”, ovvero di un insieme sia di persone che di cose ordinate ad un fine corrispondente alla missione della Chiesa, che supera il fine dei singoli. L’Ordine ha, infatti, come suo principale scopo “la glorificazione della Croce, la propaganda della Fede, e la difesa della Santa Romana Chiesa”, ed impone ai suoi membri, Cavalieri e Dame “di vivere da perfetti cristiani” e di “associarsi a tutte quelle manifestazioni che concorrono all’incremento dei principi religiosi nelle masse e cooperare con tutti i mezzi perché si ridesti nella pratica la vita cristiana”, nonché di “di dare il suo maggior contributo di azione e attività alle due grandi opere eminentemente sociali dell’assistenza ospedaliera e della beneficenza” (Statuto, art. 1).

 

SMOCSG3Di questa milizia, riservata ai cattolici romani ed eccezionalmente a cristiani di altre confessioni, fanno parte un migliaio di membri appartenenti alle Case Reali, alle famiglie nobili di tutto il mondo o persone con altissime posizioni sociali.

 

La Santa Sede fino a tempi recenti ha assegnato all’Ordine un Cardinale “Protettore”.

 

Attualmente fanno parte dell’ordine vari Cardinali di Santa Romana Chiesa, fra cui Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Dario Castrillon Hoyos, che è l’attuale “Gran Priore”, con compiti di “soprintendenza spirituale dell’Ordine”.

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