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Mons. Mario Ismaele Castellano, l’Arcivescovo che ha restituito a Chiusdino la Sacra Testa di San Galgano

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Il 12 aprile 2007, all’età di novantaquattro anni, concludeva la sua giornata terrena Sua Ecc. Rev.ma Mons. Mario Ismaele Castellano, Arcivescovo emerito di Siena e confratello della Compagnia di San Galgano, il pastore buono, zelante e pio che, come ricordato proprio in questo numero, ha consentito ai chiusdinesi di poter avere nuovamente fra di loro la reliquia della Sacra Testa di San Galgano.

Ismaele Castellano nacque ad Oneglia il 22 settembre 1913. Dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza, entrò nell’Ordine domenicano, nel convento di Chieri, ricevendo il nome di fra’ Mario, emise la prima professione il 29 novembre 1938. Nello Studium Generale di Santa Maria delle Rose a Torino ricevette la formazione teologica e il 5 luglio 1942 fu ordinato sacerdote.

I superiori lo inviarono alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma per approfondire lo studio del Diritto Canonico, disciplina di cui conseguì il dottorato e fu professore fino al 1954.

Il 24 agosto 1954 Papa Pio XII lo nominò Vescovo di Volterra. Resse quella diocesi soltanto due anni, poiché lo stesso Papa il 3 agosto 1956 lo volle accanto a sé a Roma, quale Assistente nazionale dell’Azione Cattolica. e come consultore della Suprema Congregazione del Sant’Uffizio, l’attuale Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il 6 giugno 1961 Papa Giovanni XXIII lo nominò Arcivescovo di Siena. Al governo di questa sede Papa Paolo VI aggiunse quello della Diocesi di Colle di Val d'Elsa, nel 1975, e Papa Giovanni Paolo II quello della Diocesi di Montalcino, nel 1978.

Durante i suoi anni di episcopato senese Mons. Castellano prese parte al Concilio Vaticano II, apportando il suo contributo alla redazione della Costituzione conciliare “Gaudium et spes” sulla Chiesa ed il mondo contemporaneo, e ai due Decreti “Inter mirifica”, sulle comunicazioni sociali, e “Apostolicam actuositatem”, sull’apostolato dei laici.

Negli anni successivi ricoprì delicati incarichi quali quello di Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, di Presidente della Caritas Italiana, di membro delle Commissioni per la revisione del Codice di Diritto Canonico e per la revisione del Concordato fra la Santa Sede e la Repubblica Italiana.

Eminente studioso di Santa Caterina, eresse a Siena l’Associazione Internazionale dei Caterinati, ormai diffusa in tutto il mondo, ed ottenne la proclamazione di Santa Caterina quale Dottore della Chiesa, nel 1970, e Compatrona d’Europa, nel 1999.

Soprattutto, nei suoi ventotto anni di ministero episcopale senese, Mons. Castellano si è distinto per il tratto affabilissimo e cortese (era soprannominato “l’arcivescovo del sorriso”), per la sua capacità di dialogare con chiunque al di là delle differenze ideali, per un impegno pastorale che lo ha visto all’origine della fondazione di decine di nuove parrocchie in tutto il territorio dell’archidiocesi, per la sua grande generosità nei confronti di chiunque bussasse alla porta dell’episcopio.

Mons. Castellano lasciò la guida pastorale dell’arcidiocesi il 14 novembre dell’89, per raggiunti limiti di età, ma continuò ad abitare a Siena.

Il Signore chiamò a sé il suo servo buono e fedele il 12 aprile 2007. Alla celebrazione delle esequie, avvenuta nella cattedrale di Siena, presero parte Arcivescovi e Vescovi, molti sacerdoti e una folla di fedeli che lo hanno sempre molto amato. Nell’attesa della risurrezione, il suo corpo è stato tumulato nella cattedrale di Siena il 14 aprile 2007.

Per tutti i chiusdinesi, il nome dell’Arcivescovo Castellano è legato al ritorno della reliquia della Sacra Testa del loro glorioso concittadino e celeste patrono San Galgano, che l’Arcivescovo decretò nel 1977. Qualche anno dopo, nel 1993, quando era già Arcivescovo emerito, avuta notizia del restauro della chiesa di San Sebastiano, sede dell’Inclita ed Insigne Compagnia di San Galgano, volle inviare un sostanzioso contributo e qualche tempo dopo, accettò di divenire confratello del pio sodalizio. Il 3 dicembre di quell’anno si portò a Chiusdino per presiedere la festa patronale di San Galgano.

Possa la sua anima bella raggiungere il giusto premio che il Signore ha promesso a quanti sulla terra hanno bene operato.

Oremus.

Deus, veniae largitor et humanae salutis amator,

quaesumus clementiam tuam,

ut famulum tuum Marium Ismaelem Archiepiscopum

et omnes Incliti et Insignis Collegii Sancti Galgani

fratres, sorores, propinquos et benefactores,

qui ex hoc saeculo transierunt,

Beata Maria Matre gratiarum intercedente

cum Sancto Galgano, Sanctis Duodecim Apostolis

et omnibus Sanctis Tuis,

ad perpetuae beatitudinis consortium pervenire concedas.

Per Dominum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum,

qui Tecum vívit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus,

per omnia saecula saeculorum.

Amen.

 

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