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Il confratello Alberto Atticciati si è incamminato verso la casa del Padre (CdSG 1/11)

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Con un trillo il mio cellulare mi avverte che è arrivato un nuovo messaggio, ma sono in classe ed attendo la fine della lezione per leggerlo; la seconda ora è libera da impegni e quando apro il messaggio, quel che leggo mi mette un’infinita tristezza: il cancelliere della nostra Compagnia, Alessio Tommasi Baldi, mi comunica commosso che il confratello Alberto Atticciati ha chiuso la sua lunga vita terrena poche ore innanzi. Immediatamente telefono al figlio, a Cesare, per esprimere a lui ed alla mamma, a Fulvia, anch’essa nostra consorella, la mia vicinanza, la vicinanza di tutti i confratelli e le consorelle della Compagnia, in questo momento.

 

Nell’aula degli insegnanti, mentre attendo di tornare a riprendere il mio servizio in classe, la mia mente si volge indietro, ai tanti anni in cui ho visto l’impegno di Alberto nella nostra parrocchia e più in generale nella comunità chiusdinese: penso all’allestimento che ogni anno faceva dell’illuminazione della facciata del santuario della Madonna delle Grazie in occasione della festa, quel nostro piccolo santuario di cui, in un’estate ormai lontana, imbiancammo lui ed io (… più lui che io, senz’altro!) le pareti e che aveva voluto nuovamente visitare, commosso, nella festa di settembre dell’anno passato; penso a quei ragazzi in difficoltà che via via venivano segnalati dal Centro Italiano Femminile e che con Fulvia accoglieva generosamente in casa sua, creando intorno a loro, pur se per poco tempo, un’atmosfera di serenità familiare; penso alla preparazione delle pesche di beneficenza necessarie per sostenere le iniziative parrocchiali, ma anche al suo servizio come autista nell’associazione di pubblica assistenza così come all’organizzazione degli spettacoli per i ragazzi e del carnevale, alla risoluzione di quei piccoli-grandi problemi che appartengono a questo genere di iniziative, e mi sovviene il suo entusiasmo nella ricostituzione della banda musicale e nei primi passi di essa. E ricordo la sua contentezza quando, dopo qualche anno di triste stasi, decidemmo di riprendere il cammino della nostra pluricentenaria Compagnia di San Galgano. Forse nemmeno Alberto si ricordava più da quanti anni vi era iscritto: l’anzianità del suo servizio gli aveva però concesso di essere annoverato fra i Dodici Signori di Collegio. Nella Compagnia aveva ricoperto in passato la carica di Consigliere e più recentemente di Camerlengo ed attualmente di Vicario, e finché la salute glielo aveva concesso, non mi aveva mai negato né il suo pacato ma illuminato consiglio né il conforto del suo appoggio nei momenti di difficoltà, che non sono mancati, grazie a Dio!.

 

Grazie, Alberto.

 

Adesso prego perché la nostra cara Madonna delle Grazie e il nostro San Galgano, Ti ricevano con il loro affettuoso abbraccio per accompagnarti davanti al buon Dio a ricevere il premio di chi ha bene operato.

 

Andrea Conti

 

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